Galleria Fidanda parteciperà alla XV edizione di The Others Art Fair 2026, dal 29 Ottobre all’1 Novembre 2026, presso il Parcheggio Lancia – Piazzale Chiribiri, Quartiere Borgo San Paolo, a Torino.
Il progetto nasce dall’incontro tra le ricerche di Asya Dell’Omodarme e Andrea Luschi, due artisti che, attraverso linguaggi e modalità operative differenti, sviluppano una riflessione sul rapporto tra l’individuo, lo spazio e il tempo.
La proposta intende costruire un dialogo in cui le opere non siano semplicemente accostate, ma entrino in relazione attraverso una comune attenzione verso i processi di mutazione, stratificazione e percezione, intesi come strumenti per interrogare la complessità del presente.
La ricerca di Asya Dell’Omodarme si distingue per una pratica capace di muoversi tra la dimensione organica, l’immaginario scientifico e l’osservazione del mondo naturale. L’artista sviluppa una riflessione sul vivente e sulle sue molteplici forme, costruendo opere in cui il confine tra reale e immaginario, naturale e artificiale, appare costantemente instabile. La materia diventa così un luogo di sperimentazione e di conoscenza, attraverso il quale interrogare i meccanismi di trasformazione e le relazioni che regolano l’esistenza.
Andrea Luschi affronta invece situazioni quotidiane che lo colpiscono, ma dissociate dalla realtà e dallo spazio che le circondano, attraverso una ricerca caratterizzata da una forte attenzione al gesto pittorico, alla superficie e alla costruzione dell’immagine. Il suo lavoro mette in discussione i tradizionali confini della rappresentazione, facendo emergere una dimensione nella quale il gesto diventa elemento diretto e non troppo definitivo. Le opere si configurano come luoghi di sedimentazione e sospensione, nei quali l’immagine non è mai completamente stabile, ma appare come il risultato di sovrapposizioni e trasformazioni.
Il confronto tra i due artisti permette quindi di sviluppare una narrazione fondata sul concetto di passaggio e disconnessione. Se in Dell’Omodarme esse si manifestano soprattutto attraverso l’osservazione dei processi del vivente e delle forme della natura, in Luschi emergono nella costruzione di immagini che evocano momenti di relax, ricordi e situazioni familiari in cui le figure rimangono volutamente indefinite e occupano una porzione minima nello spazio, mantenendo così al loro interno una condizione di instabilità ed attesa.
Due prospettive differenti che convergono nella volontà di superare una concezione statica dell’opera d’arte. Lo spazio espositivo viene concepito come un ambiente di relazione ma anche sosta, nel quale le opere costruiscono connessioni visive e concettuali senza perdere ognuna la sua origine. L’allestimento privilegerà un ritmo dinamico, evitando una semplice successione di lavori e favorendo invece una percezione immersiva e stratificata. La scelta dei lavori sarà orientata verso opere capaci di evidenziare i punti di contatto tra le due ricerche: la materia come elemento vivo, il processo come parte integrante dell’opera, la tensione, nonché il continuo passaggio tra dimensione individuale e dimensione collettiva. La sosta diventa quindi un momento di sospensione produttiva. Non un’interruzione del movimento, ma una sua diversa modalità. Fermarsi permette di cambiare prospettiva, di disconnettersi, attraversare uno spazio significa lasciarsi mutare da ciò che si incontra. Il progetto propone pertanto un percorso nel quale il visitatore non è chiamato semplicemente ad osservare, ma a sostare, attraversare e costruire autonomamente connessioni tra linguaggi differenti: il tempo necessario affinché qualcosa possa cambiare.
Per maggiori info.
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Asya Dell’Omodarme (Livorno, 1997) – artista visiva che vive e lavora tra Livorno e Venezia. Si forma in pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove consegue il diploma di primo livello nel 2020, e all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove ottiene il diploma di secondo livello nel 2024 frequentando l’atelier F. La sua ricerca pittorica indaga forme naturali e figure ibride, mettendo in tensione immaginario naturale e dimensione emotiva. Ha esposto in spazi quali Forno Project (Livorno), Museo G. Fattori (Livorno), Palazzo Candiani (Venezia Mestre), Magazzini del Sale (Venezia), SAC Spazio Arte Contemporanea (Livorno), Fondazione POMA Liberatutti (Pescia) e Stazionearte (Milano). Nel 2023 è vincitrice del Premio Mestre Pittura.
Le sue opere sono in collezioni pubbliche (Ca’ Pesaro), private nazionali ed internazionali.
Andrea Luschi (Livorno, 1978) – vive e lavora a Barcellona da oltre vent’anni. Lavora principalmente con la pittura ad olio, attraverso cui indaga scene di vita quotidiana capaci di evocare isolamento, una bellezza silenziosa e una dimensione emotiva trattenuta. Nel tempo ha sviluppato un linguaggio visivo personale, influenzato da artisti come Edward Hopper e Eric Fischl.
Il suo lavoro indaga quella tensione tra presenza e isolamento che caratterizza l’esperienza contemporanea, sempre più mediata dalla tecnologia.